La famiglia Spadalonga, di antica origine ghibellina mercantile, giocò un ruolo cruciale nella vita di San Francesco proprio negli anni della sua conversione. La famiglia ebbe origine dal cognome Spada: Bernardo, un componente di questa molto alto, era chiamato “Spada il lungo “, soprannome che poi fini’ per rimanere cognome ereditario: Spadalonga. Bernardo aveva intensi rapporti di commercio, ma probabilmente anche di amicizia, con Pietro Bernardone, padre di Francesco, il quale, non di rado delegava il figlio alla cura dei suoi affari. Quest’ultimo, quindi, in più di un’occasione si recava a Gubbio per tale ragione. La benestante famiglia Spada offri’ al santo anche l’amicizia dei giovani figli con i quali trascorreva le sue giornate eugubine. Uno di loro, fu anche suo compagno di armi e prigionia nella guerra tra Assisi e Perugia del 1202 (battaglia di Collestrada): scoppiò un violento conflitto politico con Perugia schierata coi guelfi e Assisi con i ghibellini. La battaglia determinò la vittoria perugina e la perdita territoriale per Assisi. Collestrada passò stabilmente sotto il controllo di Perugia a partire dal 1202 con una pace definitiva fissata il 2 settembre 1209. Questa piccola altura dominava la pianura del Tevere e il territorio assisano e fu sede anche di un antico ospedale di San Lazzaro (pellegrini e lebbrosi), probabilmente fondato attorno al 1099. Ancora oggi sono visibili monumenti e toponimi che ricordano lo scontro ed il passaggio di Giovanni di Pietro Bernardone (al tempo San Francesco), come la casina Piceller (foto 1, 2), eretta in memoria della battaglia e del luogo in cui il santo fu ferito e catturato. La prigionia (di circa un anno) unita ad una grave malattia e al riscatto pagato dal padre, segnò l’inizio del distacco di Francesco da una vita mondana e il percorso verso la fondazione dell’Ordine francescano. Dopo la sua liberazione nell’inverno del 1206-1207 circa, questo decise di abbandonare Assisi. Si diresse a Gubbio dove fu naturalmente accolto dagli Spadalonga i quali gli offrirono cibo, conforto e soprattutto una tunica rozza e grigia che sarebbe diventata poi il primo abito penitente dell’Ordine; a ricordo dell’episodio della realizzazione del primo saio a Francesco da parte degli Spadalonga, è presente presso il museo civico Palazzo dei Consoli, un affresco opera del pittore Federico Brunori che illustra anche la scena dell’ammansimento del lupo da parte del Santo (foto 3).All’inizio del XIII secolo gli Spada vivevano a Gubbio nella zona della platea Mercatali, a ridosso della porta Marmorea, dove oggi sorge la chiesa di San Francesco(foto 4). Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce strutture murarie della loro dimora sotto l’attuale chiesa e, nel pavimento della sagrestia, sono visibili tracce del fondaco (foto 5). Gli Spadalonga, poco dopo la canonizzazione del Santo svoltasi ad Assisi il 16 luglio 1228 da Papa Gregorio IX nella chiesa di San Giorgio, donarono la casa, il fondaco e gli orti annessi ai frati minori per costruire una nuova chiesa e un convento. Questa donazione fu molto gradita agli Eugubini in quanto si consideravano prediletti e beneficati dal santo, non solo in vita, ma anche dopo la sua morte per le prodigiose guarigioni fatte a molte persone della città e del territorio. Proprio per questo la popolazione collaborò fattivamente e di buon grado per l’edificazione con cospicue donazioni.















