IL MUSEO

Il Museo-laboratorio è una struttura didattica unica nel suo genere, dove si illustra quanto è successo, e succede tuttora, nelle masse calcaree di Monte Cucco e dell’Appennino umbro-marchigiano, svelando i misteriosi percorsi che la pioggia segue nelle viscere delle montagne, prima di rivedere la luce attraverso le sorgenti e alimentare le falde nelle zone di pianura. Il percorso museale è soprattutto pensato per i bambini e i ragazzi delle scuole, dove la scoperta e l’acquisizione di nuove conoscenze avviene attraverso la partecipazione diretta, con macchine interattive, strumenti e modelli tridimensionali azionati dagli stessi visitatori.

La visita prende avvio al piano terra con la proiezione su grande schermo dei documentari Il Parco del Monte Cucco e Il carsismo di Monte Cucco. I filmati sono stati realizzati per introdurre agli argomenti documentati nel museo con un linguaggio semplice e accattivante, e dove le emergenze del territorio del Monte Cucco sono presentate con immagini che stimolano l’interesse ad intraprendere le numerose escursioni all’aperto, lungo itinerari debitamente segnalati.

Al primo piano, un modello in scala ricostruisce l’origine e la stratigrafia delle rocce appenniniche, nonché i meccanismi che ne hanno consentito il sollevamento e la configurazione attuale. Viene evidenziato, inoltre, come il versante occidentale del Monte Cucco risulti essere, per la sua costituzione geologica, la parte avanzata della zolla africana, mentre il versante orientale sia una porzione della zolla euroasiatica, che si immerge sotto la precedente. A testimonianza di questi processi sono anche esposti fossili tipici della formazione Calcare Massiccio. Si tratta di impronte di animali marini, vissuti in un periodo geologico denominato Lias Inferiore (circa 200 milioni di anni fa), con un mare molto poco profondo, circa un metro, dove si è potuta sviluppare una fauna ricca e variegata, con gusci quasi esclusivamente calcarei che si possono osservare anche al microscopio.

Si passa, quindi, alla sezione dedicata alla formazione delle grotte e dei percorsi sotterranei: i luoghi dove si raccolgono le acque che beviamo. Sono schematicamente ricostruite, a partire da un milione e mezzo di anni fa, le fasi salienti della genesi dei sistemi carsici di Monte Cucco e i due principali processi di formazione ipogenico ed epigenico. Sono anche esposti campioni di calcare, di gesso e di travertino, tutte rocce definite carsificabili, cioè capaci di subire l’azione corrosiva degli acidi e generare dei vuoti.

In una sezione successiva sono descritte le vicende degli antichi animali che hanno popolato il territorio del Monte Cucco nell’ultima e penultima glaciazione, da 350.000 a 8.000 anni fa. Sono qui esposti anche i resti di grandi vertebrati mammiferi come il rinoceronte lanoso, l’orso delle caverne, di cui si può osservare lo scheletro intero, e lo stambecco. Caso unico in Italia, i resti fossili di questi animali sono stati trovati in associazione, cioè contemporaneamente negli stessi affioramenti, sia nella Grotta di Monte Cucco che nelle molte altre cavità della zona.

Nella stessa sezione sono esposti altri reperti, immagini, foto e, in particolare, ricostruzioni paleogeografiche fatte sulla base di organismi tipici degli habitat delle grotte, come il Geotritone, vero e proprio fossile vivente ancora oggi presente nelle grotte di Monte Cucco. Il ritrovamento di questo piccolo anfibio, qui così come in tante altre parti del mondo, testimonia come decine di milioni di anni fa il continente europeo fosse unito agli altri continenti a formare un’unica grande terra emersa (Pangea)

Settori specifici sono dedicati alla vegetazione e alla fauna del Parco, dai rapaci che caratterizzano così spiccatamente le alte e inaccessibili rupi del Monte Cucco e del Catria, a qualche mammifero, come il lupo o il tasso, tornati ad essere presenti nei boschi delle montagne umbre. Il museo conserva, inoltre, i risultati di ricerche e studi sulla paleontologia di questo settore appenninico, anche per quanto riguarda le tracce dei primi uomini nell’alta Valle del Chiascio, dal Paleolitico ai tempi storici, nonché alcuni manufatti del Paleolitico risalenti a 120.000 anni fa.

Al piano superiore, attraverso esperimenti e macchine interattive è possibile approfondire la conoscenza dell’idrologia sotterranea del Monte Cucco. Questa sezione è dedicata, infatti, allo studio della capacità delle rocce calcaree di assorbire l’acqua delle precipitazioni attraverso le fratture e i sistemi carsici sotterranei, alla funzione di raccolta e contenimento degli strati impermeabili, all’alimentazione delle sorgenti e delle falde freatiche di pianura.

Parte integrante del museo è il “Centro Documentazione Aree Carsiche del Parco del Monte Cucco”, che custodisce testi antichi e documenti topografici, tutti sul tema dell’esplorazione delle grotte nell’Appennino umbro-marchigiano, a cominciare dai secoli scorsi fino alle recenti vicende che interessano la Grotta di Monte Cucco. Nel Centro sono raccolte tutte le topografie dettagliate delle principali cavità dell’Appennino umbro-marchigiano e dell’Umbria, il Catasto Speleologico dell’Umbria (CSU), il Catasto Speleologico delle Marche, l’elenco delle pubblicazioni e della documentazione topografica disponibili.

LA MAPPA DEL MeTU

IL MUSEO A COSTACCIARO

CONTATTI

Museo Laboratorio del Parco del Monte Cucco

Corso G. Mazzini – Costacciaro (PG)

351 282 7335

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A richiesta con prenotazione

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Ingresso 2,00 €
(include inoltre la visita all’Antico Frantoio dell’Olio)

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Il caratteristico borgo che sorge alle pendici del massiccio del Monte Cucco.

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