Nel nostro territorio, la presenza dei Cappuccini è ben nota ed ha contraddistinto la storia ecclesiastica, religiosa e civile per secoli. Chi sono, innanzitutto, i Cappuccini? Al di là dei riferimenti topografici facilmente identificabili (almeno a Gubbio), con il nome sopra citato si intendono i religiosi aderenti all’Ordine dei Frati minori, ovvero uno dei tre ordini mendicanti della famiglia francescana, composta dunque da Cappuccini, Minori e Conventuali, escludendo dal novero i Terziari, aventi loro caratteristiche particolari.

L’Ordine dei Cappuccini nacque attorno al 1525 per iniziativa di Matteo da Bascio (1495-1552), frate francescano nativo di Pennabilli. Animato da intenti riformatori radicali, Matteo fu ospitato dai Camaldolesi prima di ottenere, da Papa Clemente VII, la bolla “Religionis zelus”, atto che sancì la possibilità di predicazione per i Cappuccini, all’insegna di una pervicace volontà di recupero dello spirito della Regola francescana. Il 15 aprile del 1529 vi fu il primo Capitolo generale dell’Ordine nei pressi di Fabriano. Da lì, l’irradiazione verso Monte Cucco e Gubbio: per quanto concerne la Città dei Cinque colli, nel 1631 viene posta la prima pietra della Chiesa di San Nicola di Bari dal vescovo Ulderico di Carpegna, atto al quale segue, nel 1634, l’acquisto del terreno sul quale verrà edificato il Convento, sotto al Monte Calvo o Foce, nell’antica Villa di San Donato.

Il 16 febbraio 1640, ventidue frati cappuccini vi si insediano ed il 31 maggio 1655 il Vescovo Averardo Sperelli consacra la nuova Chiesa alla Concezione di Maria Vergine. Con l’unità d’Italia e la soppressione degli Ordini religiosi, nel 1866/67 i Cappuccini sono costretti ad abbandonare il Convento. La proprietà passa al Municipio di Gubbio che, nel 1878, vi fonda una scuola di Agraria. Da lì, varie vicende fino alla fondazione della moderna e famosa struttura ricettiva.

Ancora precedente è la presenza dei Cappuccini presso Monte Cucco, con due compagni del fondatore Matteo da Bascio che, nel 1526, vengono ospitati dai Benedettini all’eremo del Monte: Lodovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone. Presso il Monte Cucco e l’area appenninica, i francescani adottano l’uso della barba e scelgono vari punti di insediamento anche verso l’odierna Provincia di Macerata, fra i quali l’“Acquarella” a Monte San Vicino e, secondo una leggenda, per ora non corroborata da prove documentali, il “Poggio dei Cappuccini” al Passo di Scheggia.