
Lungo il sentiero francescano il Santo eponimo, maltrattato dai briganti, si dichiarò “Araldo del Gran Re”. Varie sono le curiosità di natura idrica, toponomastica, naturalistica che si incrociano lungo questo asse, legate direttamente o indirettamente a Francesco, o distinte dal Santo e dal suo retaggio, ma ugualmente da conoscere e condividere nel quadro di una riscoperta della ricca messe di denominazioni popolari, coincidenti o meno con la toponomastica ufficiale. Nei 38 km che corrono da Gubbio a Valfabbrica, molte sono le curiosità, le testimonianze, le specie botaniche, i reticoli idrici che lo sguardo può cogliere.
Superata la frazione di Ponte d’Assi, anticamente divisa tra le Ville di San Lazzaro e San Giustino, si entra nella Villa di San Vittorino, dedicata ad un Santo che, segno del destino, ricalca decisamente, nella sua biografia, la vicenda francescana, giacchè, assieme al fratello maggiore Severino, si spogliò di tutti i suoi averi per donarli ai poveri e vivere in eremitaggio nel VI secolo, ben sei – sette secoli prima della venuta del Santo di Assisi. Qui si trova il vocabolo Riocchio, presso il quale vi è una fonte d’acqua, generosamente messa a disposizione dei viandanti da un’iniziativa dei ragazzi del “Baracca party”, evento giovanile eugubino assai partecipato negli anni ’90 e nei primi 2000. Superata la zona di San Vittorino si entra in quella di Val di Chiascio, dal nome del fiume, magistrale acquatica fondamentale del territorio eugubino e non solo, immortalato da Dante nei suoi celebri versi:
Canto XI Paradiso (versi 43-54)
Intra Tupino e l’acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d’alto monte pende, 45
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo. 48
Di questa costa, là dov’ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo tal volta di Gange. 51
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole.














