Iconografie di San Francesco e il Lupo: dalla xilografia alla graphic novel
Nel 2025 Gubbio ospita la grande mostra dedicata all’iconografia di San Francesco e il Lupo, “Francesco e Frate Lupo l’arte racconta la leggenda dell’incontro nello specifico la sezione del Museo Diocesano traccia la linea di demarcazione tra rappresentazione iconografica e diffusione della stessa in ambito grafico, dalle illustrazioni di volumi, alle cartoline passando per l’arte incisoria. I Fiorettidi San Francesco, sospesi tra storia e leggenda, coloriti di episodi umanissimi e poetici,sono senza dubbio l’opera più diffusa e amata della letteratura francescana. Tra i LIII capitoli, il XXI Del santissimo miracolo che fece santo Francesco, quando convertì il ferocissimo lupo d’Agobbio è forse il più memorabile. All’inizio del XX secolo, a seguito della universale popolarità di Francesco dovuta a studi che coprivano la sua vita e la portata umana e spirituale della sua opera, i Fioretti sono pubblicati in numerose edizioni critiche e tradotti in molte lingue. Appaiono allora edizioni illustrate di straordinario profilo artistico, e tante ancora con l’avvicinarsi dell’anno francescano del 1926. Tra queste vanno menzionate quelle di R. Gere, F. Kunz, M. Denis, E. Burnard, P. Subercaseaux, D. Cambellotti, J. Segrelles, E. Bernard, P. Molnar,notevoli per invenzioni iconografiche e per l’aspetto formale che varia da accenti simbolisti e Art Nouveau, espressionisti e recuperi neo-medievali. Dal secondo dopoguerra -mentre continuano le edizione di alto profilo come quelle corredate dalle tavole di E. Legrand e A. Dussarthou- si assiste ad un nuovo fenomeno editoriale con la diffusione della figura di Francesco attraverso i fumetti:un formato accessibile a tutti per i costi modici e di facile lettura, dove le figure e le parole si integrano e si rafforzano reciprocamente nello svolgimento della narrazione. Questo genere popolare raggiunge un culmine per qualità artistica intorno al 1982, in coincidenza dell’VIII centenario della nascita di Francesco, quando sono stampate le edizioni di Fioretti in forma di graphic novel con i disegni di D. Battaglia e F. Pinter. La figura di Francesco e le storie dei Fioretti non cessano ancora oggi di ispirare gli artisti ed affascinare i lettori. Ne sono testimonianza la continua produzione di versioni “istoriate”,soprattutto destinate ai più giovani; nonché le recenti mostre di tavole da fumetti disegnate dagli autori più conosciuti: San Francesco: storia di una esperienza di Dio allestita nel Convento di Villa Verucchio presso Rimini nel 2017, e Nostro fratello d’Assisi. Storia di una esperienza di Dio. San Francesco a fumetti, tenuta a Milano, Pavia e Greccio nel 2023. Le opere a stampa si affacciano sulla scena artistica in Germania e in Italia a partire dal XV secolo. La tecnica si sviluppa in primo luogo nella forma denominata xilografia consistente nell’uso di un blocco di legno intagliato e spalmato di inchiostro nella parte a rilievo. La ricerca di effetti chiaroscurali più complessi, ha poi condotto alla tecnica calcografica consistente nell’utilizzo di lastre di metallo da incidere o in forma diretta mediante strumenti appuntiti (bulino o punta secca); o in via indiretta con linee tracciate su una lastra in precedenza coperta e che vengono scavate con l’uso di acidi (acquaforte e derivazioni). L’incisione è chiamata a svolgere una duplice funzione: moltiplicare in più esemplari l’invenzione dell’artista; ovvero divulgare, con una traduzione grafica, opere già realizzate. Grazie anche al contributo di straordinari maestri (Durer, Raffaello, Tiziano, Rembrandt, Goya, Picasso, per citarne alcuni) che nei secoli si sono avvalsi dell’incisione in prima persona o mediante la collaborazione con abili incisori, l’incisione ha raggiunto esiti straordinari guadagnandosi un posto preminente tra le diverse espressioni d’arte. La grafica destinata a diffondere il culto di San Francesco costituisce un paradigma perfetto del connubio tra arte, popolarità e divulgazione che è la cifra dell’opera incisoria. In un ampio panorama temporale di oltre cinque secoli sono rappresentati temi ricorrenti – le stimmate piuttosto che l’estasi – che costituiscono un filo conduttore dell’estetica francescana. Motivi questi coerenti con l’indirizzo impresso da Bonaventura da Bagnoregio nella sua Legenda Maior del 1266 il cui scopo era quello di presentare e consegnare ai posteri una figura del Santo di Assisi come imitazione perfetta del Cristo. In mostra si ammirano opere di grandi maestri quali Albrecht Durer, Lucas Van Leyden e Federico Barocci; accanto a quelle di abili incisori come Nicolo’ Boldrini e Pietro Faccini e a veri e propri caposcuola come Cornelis Cort (l’incisore di Tiziano) ed Agostino Carracci, fratello di Annibale e cugino di Ludovico Carracci, che ha portato nella grafica l’esperienza carraccesca. L’arte fiamminga è testimoniata da Raphael Sadeler I, esponente di una importante famiglia di artisti e virtuoso del bulino. Centrale è la serie pressoché completa delle tavole descrittive dei luoghi della Verna incise nel 1612 da Raffaello Schiaminossi, seguace del Barocci, in uno con Domenico Falcini abile bulinista. Di grande impatto emotivo e forza divulgativa sono quindi le opere di Giovanni Francesco Grimaldi e dei meno noti Giovanni Domenico Picchianti,
fiorentino e Alessandro Mochetti, romano, tutti incisori di grande levatura tecnica. La rassegna è chiusa dalle opere di Adolfo De Carolis, Bruno da Osimo e Pietro Parigi esponenti di un movimento che ha fatto della xilografia uno strumento al passo con le avanguardie e i movimenti artistici del primo novecento. L’iconografia di san Francesco e il Lupo, relativa all’episodio narrato nel XXI capitolo dei Fioretti, si è diffusa ovunque anche attraverso le cartoline illustrate. Editori eugubini, umbri, italiani e stranieri hanno utilizzato il piccolo cartoncino per corrispondenza al fine di riprodurre immagini del celebre patto di pace tramite cartoline di ogni tipologia, piccole e grandi, antiche e moderne, nelle quali compaiono talvolta vere e proprie opere d’arte che raccontano il simbolico incontro tra il Poverello d’Assisi e il famelico lupo di Gubbio. La selezione delle cartoline esposte permette di documentare la varietà di disegni, incisioni, stampe recanti il soggetto che ci interessa, sia in bianco e nero che a colori, accanto alle riproduzioni di dipinti su tela, su tavola, su muro e di belle illustrazioni librarie, in genere novecentesche. Non mancano le riproduzioni fotografiche di opere d’arte di diverso genere quali sculture e plastiche a tutto tondo, rilievi, intagli lignei, ceramiche e così via. Sono altresì presenti alcune caratteristiche cartoline “Gruss aus” (“Saluti da”) che rimandano, per lo più, a località francescane quali Assisi e Gubbio. Per quanto riguarda Gubbio, vengono esposte pure delle serie illustrate con i principali monumenti locali dedicati all’ammansimento del lupo o comunque recanti prevalentemente questa particolare iconografia, come dimostrano ad esempio le cosiddette “cartoline del pellegrino”, edite a cura della locale PiccolAccoglienza. Un settore a parte è rappresentato dalle cartoline pubblicitarie con san Francesco e il lupo, documentate fin dalla prima metà del Novecento. La rassegna prevede infine alcuni esempi significativi di annulli postali relativi al celebre episodio dei Fioretti, ma anche qualche testimonianza di altri tipi di piccole figurazioni su carta, quali le immaginette devozionali (i cosiddetti santini) o i cartoncini illustrati inseriti nelle confezioni di alcune merci (le cosiddette figurine).
Fonti. Dal catalogo “Francesco e Frate Lupo l’arte racconta la leggenda dell’incontro”, Silvana Editoriale 2025, dai saggi di Ezio Genovesi, Ettore Sannipoli e Maurizio Bellucci.

















